L’isola che non c’è

Nonostante abbia avuto una vita breve, circa sei mesi, riesce ancora a far parlare di se, come tutte quelle cose inspiegabili che investono ogni esistenza, portandosi dietro meraviglia e stupore…

A fine giugno dell’anno 1831 una serie di scosse telluriche, sentite fino a Palermo e nell’entroterra, non lasciavano nemmeno intuire cosa sarebbe successo di li a poco.
Il 28 dello stesso mese il comandante C.H. Swinburne del “Rapid”, unità navale britannica, nota “Un fuoco in mezzo al mare”, come egli stesso dirà, al largo della città di Sciacca.
In seguito ad un sopralluogo effettuato dagli inglesi, a 26 miglia di distanza dalla costa, in corrispondenza della secca del corallo, viene rilevata un’ elevata temperatura dell’acqua e un’anormale moria di pesci in superficie. Alcuni dei marinai presenti nelle barche, a causa delle esalazioni svennero.
Intanto, altre scosse telluriche continuano a farsi sentire.
La notte tra il 10 e l’11 luglio, in quello stesso punto, affiora una bocca vulcanica eruttante scorie e lapilli. Si forma un’isola di circa quattro chilometri quadrati e 60 mt d’altezza.
La neonata isola attira immediatamente l’interesse di potenze straniere in cerca di approdi strategici per le loro flotte.
Il 2 di agosto il capitano Jenhouse sbarca sull’isola e pianta la bandiera inglese battezzandola “Graham Island”.
Il 4 dello stesso mese il vice ammiraglio Sir Hotham, in nome di Sua Maestà Guglielmo IV di Hannover, lascia una seconda bandiera rivendicandone il possesso.
Il 17 agosto, Ferdinando II, sovrano del regno delle due Sicilie, impone all’isola il nome già proposto dal prof. Carlo Gemmellaro, docente di storia naturale presso l’università di Catania: “Isola Ferdinandea”.
Come se non bastasse, il 29 settembre, anche la Francia innalza una sua bandiera, chiamando l’isola “Julia”, pur avendone pronosticato in una relazione scientifica la possibile scomparsa: una notevole erosione da parte delle onde e consistenti crolli detritici avevano fatto supporre che l’isola si fondasse su basi poco solide.
Le previsioni francesi di lì a poco si avverano, infatti, l’8 dicembre, il capitano Allotta, comandante del brigantino Achille, ne costatava la “morte”.
L’isola riapparirà solo per alcuni giorni nel 1846 e nel 1863. Dopo quelle volte, scomparirà definitivamente.
Ciò che ne resta oggi è un banco di origine vulcanica, denominato sulle carte nautiche come Banco Graham, ubicato a 37° 09’ 48” di latitudine Nord e 12° 43’ 06” di longitudine Est.
Col terremoto della valle del Belice nel 1968, il ribollire delle acque circostanti, fece pensare ad un possibile riaffioramento. Proprio per questo, venne posta una targa su cui si legge: “l’Isola Ferdinandea era e resta dei Siciliani”
Nel 2002 una nuova attività sismica nella zona fa supporre una possibile riemersione dell’isola. Onde evitare altre possibili rivendicazioni, due subacquei piantano sull’isola il tricolore.
Il sommo della secca, un pianoro di circa 30 metri quadri, si trova a circa 6 metri sotto il livello del mare. Un secondo sommo del banco è a circa 45 mt di profondità.
La considero una delle più belle immersioni del mediterraneo.
La maggiore difficoltà è data dalla possibilità di imbattersi in correnti di notevole entità.
Già in pochi metri d’acqua è ipotizzabile l’incontro con grossi pelagici: spesso, ricciole e tonni cacciano sul sommo del banco.
Superati una serie di scogli che adornano il pianoro, le pareti scendono verticalmente nel blu ricoperte di spugne multicolori tra ventagli di gorgonie di notevoli dimensioni.
La fascia batimetrica più bella è quella compresa tra i 30 e i 45 mt anche se scendendo un po’ più sotto si può trovare qualche bel ramo di corallo, sfuggito alle razzie operate nel periodo della febbre dell’ “oro rosso”, che adorna la volta di orletti e anfratti.
A farla da padrona è l’aragosta: regina incontrastata del banco. Tuttavia è possibile osservare dotti e cernie di notevoli dimensioni.
Anche l’incontro con lo squalo non è un’ipotesi remota: durante un’immersione ne ho intravisti due che nuotavano indisturbati nel blu a circa 20 mt di distanza dalla parete.
Nel corso dell’immersione lo sguardo si perde tra continue meraviglie: nudibranchi multicolori, alcionari, cerianthus, murene e tanti altri gioielli del mare che offrono uno spettacolo incantevole.
Per fortuna è rimasta un’isola felice, un’isola che non c’è. Per quanto sulle carte nautiche venga chiamato Banco Graham, quando mi sono immerso ho sempre preferito pensare di farlo sull’isola Ferdinandea. Non so se sia per una forma di spirito nazionalista, ma sicuramente è il mio forte legame al mediterraneo che mi porta a chiamarla in quel modo.
Testo e fotosub: © M.G.

Altre immagini tratte dal web

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~ di mediterraneapassione su aprile 22, 2008.

21 Risposte to “L’isola che non c’è”

  1. Interessantissimo… speriamo che quando riemergerà non si prenderanno a cannonate per la nazionalita! 🙂

  2. adesso ne so un’altra
    grazie
    😀

  3. bellissimo racconto, anche molto interessante
    grazie
    😀

  4. Ciao MIKI, il tuo articolo su Ferdinandea l’avevo già letto! Ma sono passato ad augurarti una buona Notte (vista l’ora) e a presto… Acque limpide Amico…

  5. @ Aldo … eheheheh questo post mi sa tanto che lo conosci a memoria:-) La targa sopra l’abbiamo messa … speriamo ne tengano conto … l’isola Ferdinandea è di noi terroni 😀

    @ Claudia … Devo dirti che in pochi conoscono questa storia … no sei la sola.

    @ Manuel … E si … ci conosciamo da un po … Acque limpide anche a te caro Amico

  6. E così… tutti la vogliono ma nessuno sa che è mia! 😉

    Che meraviglia… un pò davvero mi assomiglia quest’isola… circondata da “correnti di notevole entità” ma poi, quando la raggiungi è colorata, un pò come i miei pensieri 🙂 eheeh la sto troppo personalizzando eh? E’ miaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! 😛

  7. wow che bello 🙂
    attenzione che se Noemi si fissa mi sa che se ne impossessa davvero! 😀

  8. @ demi4jesus … 🙂 Alla prossima immersione preparerò una targa con su scritto “questa è l’isola di Noemi” 😀
    I tuoi pensieri mi ricordano qualcosa 😉

    @ Elis … per impossessarsene dovrebbe fare prima un saltino da me per un corsetto sub … altrimenti col cavolo che se la prende:-D

  9. Hey voi due! Che confabulate? E’ mia e basta! E vengo a prendermela con la forza se necessario! 😛
    Che ti ricordano i miei pensieri?

  10. @ demi4jesus … Allora facciamo una cosa. Io ti ci porto sopra … e tu mi fai vedere come te la prendi 😀 😀

    i tuoi pensieri mi ricordano i miei 🙂
    non credo sia strano visto come trattiamo il tema … Mare

  11. una volta sopra mi sa che ci rimango… (sono una sirenetta io mica no!lo dicevano i bimbi! :D) e voglio vedere chi mi sposta di lì! E’ miaaaaaaaaaaaa! 😛

  12. beh… per leggermi tutto il tuo blog in una notte soltanto direi che amiamo e sentiamo il Mare allo stesso modo 😉

  13. @ demi4jesus … ahahahahah sei proprio de coccio 😉

    credo di si … infatti … ma sei tu che hai i numerini per la fila 😀

  14. ehehheheh.. io sono di coccissimo! 😛

  15. Che storia affascinante, Miky!
    Ma lo sai che non la conoscevo? Esattamente è collocata a largo di Sciacca?
    Appena affiora, mi piace pensare che prima o poi succederà di nuovo, la voglio io, altro che Noemi!!! Ne ho più diritto in quanto siciliana! 🙂 Però prometto che la ospito, insieme con Elis, ogni qual volta vorrà venire.

  16. @ Princi … infatti, come ho scritto sopra, pochi la conoscono !!!
    Nel post ci sono pure le coordinate nautiche.
    Spero che resti li dovè … un’isola felice, uno di quei luoghi che esistono, ma non esistono. Uno di quei luoghi fruibile solo chi ne ha profondo rispetto.
    Quella zona in passato è stata razziata dai corallari. Con enorme pentimento anch’io in gioventù ho fatto parte delle bande di sciagurati. Ma ancora non avevo compreso la vera essenza del mare.
    Tutti hanno diritto ad un luogo simile … tutti hanno diritto ai loro sogni … a qualcosa in cui credere … ad un’ideale.
    Behhh … facciamo che è la “nostra isola che non c’è” !!!
    E se volete … posso ospitarvi a tutte e tre 😀
    Chi lo sa che una magari la rimedio 😉 ahahahahahah

  17. Ancora? E’miaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

  18. @ demi4jesus … noi siciliani diciamo … ma sei di “ciaca” !!! 🙂

  19. l’isola Ferdinandea la conoscevo, ma non sapevo che ci fosse stato questo tentativo di impossessarsene da parte di mezza europa… ma come è possibile una cosa del genere, il solo fatto che emerga davanti alle coste della Sicilia, per me, la rende di fatto dei Siciliani, o comunque Italiana… o no?
    Mi hai fatto venire in mente una cosa… nella primavera del 2003, in barca a vela alle Eolie.. mi ricordo di qualcosa di simile al largo di Panarea… tipo attività vulcanica sottomarina… tu ne sai qualcosa?
    cià

  20. @ Valeria … Il punto è che essendo fuori dalle 12 miglia, limite designato per le acque territoriali, teoricamente vi si potrebbero accampare diritti. Mi ricordo perfettamente dell’attivita di cui parli alle isole Eolie. Ho fatto in quell’occasione delle immersioni a Vulcano, dove si riscontrava fuoriuscita di gas sulfureo ad elevata temperatura, dai fondali antistanti l’isola.

  21. […] è risaputo. Ora visto che Ferdinandea, in caso dovesse riapparire, è ormai di proprietà di Noemi, mi accontenterei di andare a vivere sull’isola delle Correnti. E’ sufficientemente lontana […]

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