Lo squalo che cammina sulle pinne

All’inizio del 2007 sono state scoperte, nell’Antartico, grazie alla rottura di alcuni strati di ghiaccio avvenuta per il riscaldamento del pianeta, ben 19 nuove specie marine (crostacei, anemoni, cirripedi e anfipodi mai classificati prima). Appena qualche mese prima, secondo la BBC, altre decine di nuove specie di pesci, crostacei ed altri esemplari marini, tra cui due diversi tipi di squali che camminano sulle loro pinne, sono state scoperte nelle acque al largo dell’isola di Papua, in Indonesia. Sembrerebbe, insomma, che mari, fiumi e oceani siano luoghi dove è ancora possibile immergersi nel mistero di nuove specie acquatiche. Lo dimostra un elenco, esemplificativo e non esaustivo, dei più recenti criptidi acquatici scoperti.
Nel 2003, il biologo marino Nobutaka Kubo esaminò, per conto del Museo Nazionale delle Scienze di Tokyo, 6 metri di mesoplodonte di Longman, uno zifide della cui esistenza ancora si dubitava, poiché le prove erano basate su un avvistamento avvenuto nel 1980, presso le Seychelles, e su un teschio ritrovato nel 1882, nel nord-est del Queensland. D’altra parte, le spiagge sono zeppe di teschi, come quello arenatosi nel 1986 sulll’isola di Robin Crusoe, nell’arcipelago cileno di Juan Fernandez, appartenente allo zifide di Bahamonde, un’altra specie mai osservata prima in natura. Altro singolare zifide quello dai denti di Gingko, acciuffato per la prima volta al largo di Tokyo, nel 1957: i suoi denti ricalcavano davvero le foglie di Gingko!Ma anche i delfini non scherzano. Uno di loro, il delfino di Fraser, noto per uno scheletro ritrovato a Sarawak, nel 1895, era ritenuto estinto quando, nel 1971, riapparve, vibrante e saltellante, nell’Indiano e nel Pacifico. Proprio come la diffidente orca pigmea, ritenuta estinta fino a quando, nel 1952, fu catturata da una baleniera giapponese al largo di Taiji. Sempre pescatori tra i protagonisti, come quelli del Golfo della California che non sapevano di pescare da secoli la vaquita, una piccola focena di cui, attualmente, restano pochi esemplari, e la cui scoperta fu decretata dagli zoologi solo nel 1950.
Nuove specie marine si annidano anche tra i pesci ossei, come il Celacanto indonesiano (scoperto per caso nel 1998, in un mercato del pesce dell’isola indonesiana di Manado), il Blenno di Heuvelmans (pescato nell’Adriatico nel 1985 e così “battezzato” in onore del padre della criptozoologia) e la piccola murena dell’Oman (scoperta nel 1995 presso l’isola di Kuria Muria). Non meno degne di nota le scoperte di rari pesci cartilaginei come lo squalo di fiume del Borneo (rinvenuto, nel 1997, nel fiume indonesiano Kinabatangan) e la Razza dalle sei branchie (un pesce di profondità scoperto, nel 1980, sui fondali sudafricani di Port Elisabeth e così detto per le singolari sei branchie – anziché cinque). Il più celebre, tuttavia, rimane lo squalo megamouth, impigliatosi, nel 1976, nei cavi d’ancoraggio di una nave oceanografica, al largo dell’isola hawaiiana di Oahu. Uno squalo che non fa paura, però, perché, nonostante i 400 denti di cui è provvisto, non si nutre che di plankton e altri minuscoli organismi. Non potrebbe essere altrimenti per un esemplare di stampo disneyano, il cui nomignolo si deve alla fluorescenza interna di una bocca dalle labbra enormi che, più che a uno squalo, lo fanno simile ad un curioso ma oceanico clown!
Fonte: La rivista del mare

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~ di mediterraneapassione su aprile 12, 2008.

Una Risposta to “Lo squalo che cammina sulle pinne”

  1. è una cosa impressionante!!!1

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