A salty dog

“A salty dog” dei Procol Harum, è un brano molto vecchio, del 1967 per l’esattezza.
Sono molto legato al ricordo di questa canzone … la considerò un po’  il tormentone della mia vita …
Ero molto piccolo, 5-6 anni circa, quando aspettavo con ansia la sera in cui potevo infrangere la regola dell’ “ A letto dopo il carosello!”.
Oggi non ricordo esattamente quale fosse il giorno della settimana col mio appuntamento col “blu”, colore che potevo solo immaginare, visto che la TV trasmetteva ancora in bianco e nero!
Ripensandoci, credo che il cercare di dare i colori a quelle immagini, accrescesse il mio desiderio di vivere quel mondo…
Io e mio padre ci sedevamo davanti alla televisione e il canto dei gabbiani col quale iniziava la sigla del programma “Avventura”, appunto “A salty dog”, era il prologo dei miei sogni.
Rivedo ancora le immagini… Il senso di libertà espresso da quei gabbiani sul frangersi delle onde apriva le ali della mia fantasia.
I documentari di Cousteau erano immancabili: ai tempi l’esplorazione subacquea era sul serio considerata “Avventura”!!
Rimasi di stucco quando, al mio primo corso sub nel 1980, scoprì che proprio lui fu l’inventore dell’erogatore, strumento tramite il quale ogni subacqueo respira sott’acqua.
Ricordo l’emozione che provai durante il mio primo viaggio in Sudan quando mi trovai davanti “Precontinente II”, il minivillaggio subacqueo in cui un’equipe di Custeau visse per alcuni giorni.
Ritrovavo l’immagine di quel bimbo che, seduto accanto al papà, sognava il giorno in cui avrebbe visto quel posto…
Rifletto ad alta voce: “Non so se il legame a questa canzone sia dato più dal mio rapporto col mare o dal legame con mio padre.” Perso prematuramente… In quelle sere era sempre seduto accanto a me, anche lui affascinato da quel mondo.
Mi sarebbe piaciuto condividere con lui le mie “avventure” subacquee.
Mi rispondo con un velo di tristezza: “Sicuramente è un misto delle due cose”.

© M.G.
 

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~ di mediterraneapassione su marzo 28, 2008.

8 Risposte to “A salty dog”

  1. Sei riuscito a farmi piangere… E piangendo ti dico che
    l’emozione è forte…Piango tutt’ora…
    Sarà perchè mi ritrovo…
    Sono anch’io vicino a mio padre…su uno scoglio,lui taglia i ricci e io con i capelli raccolti da 2 treccine tengo in mano la busta sperando che non si punga…

  2. Bentoranto Miky.
    Ti considero un araldo del Mare.
    Del Mare che è vita. Del mare che sa di sale e di sole. Del Mare che ti ama perchè tu riesci ad ascoltare la sua voce.
    🙂

  3. @ Daniela … quando sono laggiù ho come la sensazione di averlo vicino … è come se guardasse attraverso i miei occhi. Avrei veramente voluto vivere con lui la mia avventura acquatica …
    e ricordo quando mia mdre pazientemente con l’ago levava le spine dalle sue dita …

    Miky

  4. @ Aldooooooooo ………
    Pensavo non avessi più scritto nulla … è invece il tuo commento mi ha commosso veramente.
    Caro Aldo, è un piacere averti quì perchè so che, se non amassi il mare tanto quanto me, non ti impegneresti con fondali con tanta passione per come dimostri costantemente di fare.
    Mi piacerebbe averti presente nel mio blog più spesso …

    Grazie
    Miky

  5. Bella la canzone, bella la musica e belle le parole…
    Bella l’atmosfera di ricordi che hai saputo regalarci.
    Ricordi, i tuoi, che come conchiglie abitano il mare della tua esistenza e stanno lì a testimoniare che esistono per sempre…
    eterni come eterno è il mare…

  6. @ demi4jesus … custodisco gelosamente i miei ricordi … ognuno ha un suo posto ben preciso … una priorità … ognuno è l’inizio di un sogno … e a volte … la fine ,,,

  7. Caro Miky,
    è inutile che io mi sforzi, in queste righe, di trovare le parole giuste; quelle che riuscirebbero a farti capire il perchè dei brividi che sto provando adesso che ti rispondo e, prima, mentre ti lggevo.
    E’ inutile perchè è superfluo. Tu, che sei già passato da me, sai come vivo il mio rapporto con papà. E, soprattutto, sai che riesco a capire ciò che scrivi. Ma forse sai anche che immagino il calore del corpo di tuo padre vicino a te; sai che immagino come poteva essere arredata la stanza che faceva da cornice a questo tuo ricordo bellissimo. Sai anche che, mentre leggevo, ero io insieme a mio papà davanti a quel documentario e poi tu e tuo padre…e poi di nuovo io col mio.
    Da quello che leggo nei tui articoli ha la netta sensazione che sia lui ad aspettare, adesso, i giorni in cui scrivi sul blog per andare a dormire un po’ più tardi o un po’ più sereno ammesso che dove si trova in questo momento, la tanta serenità che c’è, possa essere aumentata. Di sicurò è fiero d te. E’ certamente orgoglioso di quanto stai realizzando ella vita.
    Complimenti Bravo!
    A presto.
    Diego.

  8. @ pxarcobaleno … spero esista un mare anche li dove si trova Lui. Così un gorno da poter ritrovarci in quelle apnee che furono l’inizio di tutto. Non so quanto possa andare fiero della mia montagna di errori. Ho trascorso 23 anni dalla sua morte senza nessuno a cui chiedere un consiglio, o che potesse indirizzarmi verso la strada giusta. Ma l’onestà, insegnatami da Lui come valore fondamentale nella vita, non l’ho mai perso di vista.
    Grazie per i complimenti … ma se esiste questo blog lo devo soprattutto alla mia compagna. E’ stata Lei ad insegnarmi a lasciare parlare il cuore.

    Ciao Diego
    A presto
    Miky

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